domenica 24 ottobre 2021

Azerbaijan - Turismo

1-3 Novembre, 2019

L'Azerbaijan affianca tradizione e modernità con forti contrasti tra la capitale, che rincorre architetture innovative, e le zone interne in cui si assapora ancora uno stile di vita post-sovietico. Atterrato a Baku già all'interno dell' Heydar Aliyev International Airport si percepisce il richiamo ricorrente al fuoco. Una pioggia battente rende complicata l'uscita dall'area metropolitana, anche perchè in prossimità dello svincolo mi distraggo ad osservare l'Heydar Aliyev Olympic Stadium, dedicato al terzo Presidente scomparso nel 2003.



Lungo l'autostrada M4 i nuovi complessi residenziali lasciano il posto a vecchie palazzine comuniste ed infine ai villaggi, che interrompono la monotonia dell'arido paesaggio collinare. Incrocio moschee, stazioni di servizio SOCAR e camion KAMAZ fino a raggiungere Maçaxı dove si svolta per raggiungere attraverso una strada sterrata a strapiombo sul torrente il villaggio tradizionale di LahijIl centro è famoso sia per la produzione di oggetti in rame, tappeti e cuoio, ma anche per essere uno dei più vecchi insediamenti del paese, in cui si parla ancora il linguaggio Tat.  



Ritornato sulla statale R8 si attraversa un'estesa zona boschiva, in cui sono presenti ristoranti che stanno preparando la griglia per gli avventori, che arriveranno a breve per pranzare nelle casette di legno che costellano la foresta. Sicuramente un'ambientazione bucolica come quella che trovo alle Yeddi Gozel Waterfall e al Nohur Lake.

 

Ultima tappa della giornata la città di Ganja, che raggiungo prima dell'imbrunire attraversando una zona agricola con serre. All'ingresso del centro abitato si erige il Mausoleo Nizami, che assieme ai Bagni Chokak, la Moschea Juma, la Casa delle Bottiglie, la Flag Square e al Palazzo del Municipio sono tra i monumenti più rappresentativi. Immancabile la passeggiata serale/mattutina per immergermi nella vita quotidiana e vedere i minibus stracolmi di pendolari. 


      


Il giorno seguente raggiungo lo scenografico Heydar Aliyev Park Complex con il monumentale Arco di Trionfo. Il cielo è coperto e l'aria è gelida, ma a breve scoprirò come sia un'ovvia conseguenza della neve caduta sulle montagne circostanti. Procedendo per una strada tutta curve, che attraversa boschi fiammeggianti per l'autunno, mi trovo all'ingresso dell'area protetta del  Lake Göygöl a 1556m. Lo specchio d'acqua è incastonato tra le montagne e in lontananza si intravede la vetta imbiancata del Murovdag. Il resort è inaspettatamente chiuso.


Le ore successive passano in auto a tagliare l'intero paese per arrivare al Gobustan National Park. Inizio la visita al museo dove sono raccolti gli utensili e monili delle popolazioni primitive, che popolarono le rive del lago, per poi procedere nel sito archeologico in cui si possono vedere i graffiti di animali e scene di caccia di 5.000-20.000 anni fa. Purtroppo le nuvole basse e il vento che polverizza la pioggia impediscono di vedere i vulcani di fango dei dintorni.
 

Dirigendomi verso Baku il vento spazza la costa del Mar Caspio, rendendo la guida un poco instabile e congestionando il traffico sulla tangenziale che porta a Sumqayit. La serata trascorre barricato in hotel a causa della tempesta, che renderà la giornata successiva limpida, lasciandomi l'auto rivestita da una crosta di sabbia. 

Ultimo giorno dedicato alla capitale e i suoi dintorni. Suggestiva la collina di Yanar Dag ai cui piedi arde una fiamma alimentata da un deposito sotterraneo di gas naturale, ma altrettanto iconografico il Tempio di Ateshgah dove fino al 1969 il fuoco nasceva dal sottosuolo, tanto che il sito era usato nei secoli come luogo di culto per indù, persiani e zoroastriani. Lo sfruttamento del sottosuolo in epoca comunista ha prosciugato il deposito e il paesaggio mostra ancora i segni di questa incontrollata corsa al greggio: la strada che unisce le due attrazioni attraversa una foresta di pozzi estrattivi. 



Infine visito il centro di Baku, utilizzando come già fatto il Metro per raggiungere le zone di interesse. İcheri Sheher è la città vecchia con la sua fitta rete di viuzze, che collegano torri e palazzi costruiti all'interno delle mura. A pochi passi si trova il Caspian Waterfront con il suo viale pedonale lungolago, i nuovi grattacieli e centri commerciali. Percorrendolo si arriva dinanzi al Carpet Museum e, attraversando la strada, si prende la funicolare che porta a Highland Park dove si gode la vista dell'intera città e si possono visitare le Flame Towers. Concludo la passeggiata attraversando le vie delle shopping nei pressi di Fountain Square, dove le vetrine mostrano i principali marchi del luxury occidentale. Ritornato in aeroporto prima di entrare nel terminal mi riscaldo con del borscht e attendo il volo notturno. Interessante qualora si avesse tempo la visita a Heydar Aliyev Centre con la sua architettura ondeggiante.

  

 




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