lunedì 24 ottobre 2022

Romania - Turismo e Business

Ho viaggiato in Romania principalmente per lavoro, ma dopo la pandemia, quando i collegamenti intercontinentali erano ancora problematici, ho deciso di trascorrere finalmente alcuni giorni di vacanza per scoprire nel dettaglio le principali attrazioni. 

Anni 2008-2017

La mia prima volta assoluta in Romania è coincisa con una delle mie prime trasferte lavorative: atterrare all'Aeroporto di Bucarest-Băneasa "Aurel Vlaicu" fu un'esperienza spiazzante, non solo perché le piste erano assediate da quartieri residenziali, ma soprattutto per l'unica zona comune all'interno del terminal, che era sia area partenze/arrivi con un unico nastro per i bagagli e i banchi accettazione lungo la circonferenza della cupola centrale. Recuperata l'auto a noleggio il trauma peggiorò, in quanto gli incroci mancavano totalmente di semafori e la tangenziale esterna in ammodernamento regalava code interminabili con venditori ambulanti, villaggi polverosi, carretti trainati da cavalli e famiglie che raccoglievano legna nei boschi. Era il 2008 e ripensando ai cambiamenti avvenuti negli anni successivi, sicuramente la Romania è passata dall'essere un paese post-sovietico a muovere i primi passi verso una realtà europea. Qui di seguito un riassunto dei paesaggi e città conosciuti durante le mie trasferte lavorative nell'arco di 10 anni. Successivamente ho sempre viaggiato sull'aeroporto di Otopeni, base ideale per raggiungere le aree nel Nord del paese.

Bucharest - Lasciatasi alle spalle ormai definitivamente il durissimo XX secolo, che l’ha vista al centro di guerre, dittature e catastrofici eventi naturali, Bucarest sta provando a mostrare al mondo il suo lato migliore. L’ingresso nell’Unione Europea  ha certamente agevolato il compito, portando investimenti che hanno migliorato le infrastrutture e l’aspetto generale della città, che oggi è un mix unico di palazzi novecenteschi, ampi parchi e giardini, e un bel po’ di atmosfera post-sovietica. Bucarest è solitamente la porta d’ingresso al paese, ma spesso erroneamente viene snobbata. La capitale si merita una visita, fosse soltanto per visitare l’immenso Palazzo del Parlamento, voluto da Ceausescu per sottolineare la sua grandezza è senza dubbio il simbolo della città. Oggi sede del parlamento della Romania, è un edificio immenso alto 84 metri, che occupa una superficie di 365 mila metri quadri. Il suo incredibile peso di oltre 4 miliardi di chilogrammi lo rende l’edificio più pesante al mondo, tanto che ogni anno sprofonda di 6 millimetri nel terreno. Costruito tra il 1984 e il 1997 da un team di architetti guidati da Anca Petrescu, fu ordinato dal dittatore comunista Nicolae Ceausescu per esaltarne il culto della personalità. L’edificio durò poco, in quanto nel dicembre 1989 la rivoluzione romena ribaltò il regime. Oggi ospita la Camera e il Senato del parlamento della Romania, anche se ne viene occupato soltanto il 30% della sua enorme superficie: delle 1100 stanze presenti, circa 700 sono vuote. Altrettanto interessante è il Centru Vechi che coincide con la zona turistica della città. Questa zona è tutto ciò che è rimasto in piedi dalle devastazioni della Seconda Guerra Mondiale e della dittatura comunista, il cui sciagurato piano regolatore previde la distruzione completa di un quinto della città, per far spazio ad enormi viali ed imponenti edifici governativi. Pertanto, tutto ciò che è ancora in piedi nel centro storico di Bucarest è una sorta di miracolo. Passeggiando nelle strade della città vecchia di Bucarest si possono ammirare palazzi storici che sorgono a fianco di locali notturni e ristoranti. La strada principale della città vecchia è Lipscani, oggi pedonale, dove si possono trovare numerosi negozi di artigianato, abbigliamento e souvenir. Anche le aree verdi rappresentano una parte importante dell'urbanistica cittadine e un gioiello è il Parco Tineretului conosciuto pure come “parco della gioventù”. Il parco risale al 1965, pianificato dall’architetto Valentin Donose, costruito in un’area che durante quegli anni subì un rapido sviluppo e comprende un lago navigabile e la Sala Polivalenta usata per concerti ed eventi sportivi al chiuso. Spostandosi in auto affascinante è anche l'attraversamento di Unirii Square con le sue fontane o il passaggio nei pressi di Arcul de Triumf, che fa assaporare un'atmosfera parigina.

 




Ploiesti - Porta d'accesso alle regioni settentrionali, ho sempre aggirato il centro urbano, restando intrappolato nel 2008 nelle lunghe code causate dai cantieri della tangenziale, che costeggiavano la raffineria della ROMPETROL, poi LUKOIL Qui veniva lavorato il petrolio estratto dal sottosuolo circostante, tanto che lungo le strade principali i pozzi estrattivi erano assai frequenti. La città venne fondata nel 1596 e grazie alle risorse naturali presenti nella zona, in particolare petrolio, la prima raffineria venne fondata nel 1857 a Râfov e fu la prima del mondo a potersi definire industriale. Da qui vennero costruite numerose infrastrutture quali scuole, ospedali e e nel 1864 venne aperta la strada che univa la città a Brașov a cui si aggiunse poi la ferrovia.

Sinaia - Una delle più belle località montane della Romania, notevole anche per l'architettura pittoresca. La città prende il nome dal Monastero di Sinaia, intorno al quale fu costruita, il quale a sua volta prende il nome dal Monte Sinai. Re Carlo I di Romania costruì presso la città la sua dimora estiva, il Castello di Peleș, che è circondata da un silenzioso parco. Sinaia sorge in un'area montagnosa nella valle del fiume Prahova e seguendo una ripida strada a tornanti si può godere di un meraviglioso panorama dalle piste da sci situate a Cota 1400.


 

Il paese successivo è Busteni è anche qui si trovano delle chicche turistiche, in primis il Cantacuzino Castle, ma anche la vista delle Croce degli Eroi, che domina l'intera vallata dall'alto dei 2.291m del Caraiman Peak. Sicuramente trascorrere una vacanza nei pressi è rigenerante a patto che si eviti di guidare lungo la strada nazionale, che risulta sempre congestionata.



Brașov - Uno dei maggiori centri della Transilvania, conosciuta anche come Kronstadt è circondata dai Carpazi Meridionali. Storicamente era il centro del Burzenland e un importante snodo commerciale tra Austria e Turchia. Fervida anche culturalmente è dove venne suonato l'inno nazionale romeno. La crescita industriale della città avvenne a cavallo delle guerre mondiali con la produzione di velivoli (IAR Brașov). Il sito produttivo fu poi convertito alla fabbricazione di trattori agricoli e nel 2013 dopo la dissoluzione del comunismo e il collasso delle anacronistiche aziende metalmeccaniche orientali, un nuovo centro commerciale ha sostituito le catene di montaggio. Oggi comunque si assiste ad una rinascita del tessuto industriale con la delocalizzazione di aziende come BOSCH REXROTH e la produzione su licenza MAN AG di camion in quelli che furono le fabbriche della ROMAN. Brașov è ancora il riferimento per trasmissioni idrauliche, componentistica automotive e mobilio.

Ai turisti la città offre la Piața Sfatului dove dal 1520 si tiene il mercato cittadino ed è circondata da edifici de 18-19° secolo, oggi monumenti storici. In passato fu anche teatro di esecuzioni contro streghe. Nel centro della piazza di trova quello che fu a partire dal 1420 il municipio, ossia  la Casa Sfatului. Non lontano quasi a fare da contraltare al potere temporale si erge la cattedrale meglio nota come Biserica Neagră, edificata dalla comunità sassone e rappresenta il maggiore monumento gotico della Romania, nonché il principale centro di culto luterano del paese. Piacevole passeggiare per le vie del centro, oggi chiuse al traffico e ricche di negozi e ristoranti tipici, ma per passare la notte suggerisco la periferia dove si può pernottare in vecchie case rurali circondate dai campi.

 

Prejmer e Harman - Nei dintorni di Brasov, dirigendosi verso le campagne, è possibile visitare diverse chiese fortificate tra cui la maggiore è quella di Prejmer costruita dai cavalieri teutonici nel 1212-1213. Il cortile ovale è protetto da spesse e alte mura a loro volta circondate da un profondo fossato oggi asciutto. Sebbene in 500 anni sia stata attaccata 50 volte solo in un'occasione è capitolata, quando nel 1611 fu assediata lasciandola senza acqua potabile. L'accesso alla chiesa avviene attraverso un passaggio coperto protetto da un doppio cancello, mentre l'intera struttura presenta 275 camere disposte su 4 livelli per ospitare le diverse famiglie del villaggio. Una macina e un forno per il pane erano presenti per la sussistenza degli assediati

 

Al centro del villaggio di Harman sorge la chiesa evangelica fortificata del 13° secolo. I coloni sassoni iniziarono la costruzione del corpo centrale e successivamente vennero aggiunte imponenti mura e torri. La pianta quadrata del coro fiancheggiato da 2 cappelle presenta una volta a croce. Lo stile cistercense si evince anche dalle originali finestre rotonde a quattro lobi.

 


Râșnov - Visibile da chilometri la Cittadella domina da uno sperone rocciosa la piana. Questa fortezza medioevale era un rifugio sicuro per i contadini durante gli attacchi degli invasori che tentavano di raggiungere Brasov e le sue ricchezze. Quando le invasioni costrinsero i cittadini a restare all'interno delle mura per anni si iniziò a scavare un pozzo nella roccia, in modo da essere autonomi. La costruzione venne imposta a due prigionieri turchi che per 17 anni scavarono, incidendo versi del Corano sulle pareti del pozzo. 

 

Bran Il castello è sicuramente tra i più famosi di Romania e ne ho potuto ammirare la rinascita dal 2008 fino ai giorni nostri, soprattutto per quanto riguarda il villaggio che si è riempito di ristoranti e alloggi. La fortezza è sul confine tra Transilvania e Vallachia e viene comunemente indicato come il Castello di Dracula, anche se non vi è alcuna evidenza che sia stato legato a Vlad l'Impalatore. Oggi il monumento è sede di un museo.

Sighișoara -  La città più romantica della Romania grazie al suo grazioso borgo medievale. Fondata dai Sassoni alla fine del XII secolo, questo gioiello architettonico ha 9 torri, possenti bastioni, case medievali e un magico mix di tortuose viuzze acciottolate, ripide scalinate, piazzette appartate e un cittadella incantevole conservata. Sighișoara è nota anche per essere la città natale del Principe della Valacchia Vlad Tepes l’Impalatore. La Torre dell'Orologio, chiamata anche Torre del Consiglio, è la principale architettura cittadina e vanta un interessante carillon e un tetto in ceramica. E’ il punto d’ingresso alla Cittadella, e con i suoi 64 metri di altezza è visibile praticamente da ogni angolo della città. Il centro storico presenta anche edifici religiosi tra cui la Chiesa del Monastero Dominicano


 


Sibiu - Nel cuore della Romania, affacciata sui Carpazi, sorge Sibiu, una città della Transilvania con un bel centro storico in stile germanico. Fondata nel 1190 dai Sassoni su un antico insediamento romano, Sibiu era la più ricca delle 7 cittadelle murate e si trovava lungo la strada del commercio tra oriente e occidente. Diviso in Città Alta e Città Bassa, il centro storico ha strette e ripide strade su cui si affacciano edifici del XVII secolo dai caratteristici tetti a timpano, vaste piazze e torri di difesa. Nella Città Alta si trovano 3 piazze: la Piata Mare con la chiesa barocca cattolica, la Torre del Consiglio e il Palazzo Brukenthal. Fiancheggiata da negozi e caffetterie vi è poi Piata Mica e infine  Piaaza Huet dove si trovano diversi edifici gotici e la Cattedrale evangelica. La Città Bassa è più rustica ed è collegata alla parte superiore dal Ponte delle Bugie, il primo ponte in ferro battuto della Romania. 




Mioveni - Tappa lavorativa e infatti questa città significa DACIA, in quanto dal 1968 ospita l'unità produttiva della casa automobilistica romena, la quale ha spinto altre aziende francesi ad aprire sussidiarie low-cost nei dintorni. 

Interessante comunque l'itinerario che collega questa zona industriale con la regione di Brasov, in quanto si attraversano valli montane nel Parcul Piatra Craiului con verdi paesaggi e divertenti strade a curve, dove la genuinità dei villaggi è ancora intatta, permettendoci di toccare da vicino la vera cultura transilvana. 

 

Reghin e Cluj Napoca - Tappe di passaggio durante alcune trasferte lavorative, ricordo principalmente le zone rurali che le circondano, dove vecchi trattori e carretti di fieno trainati da stanchi cavalli erano frequenti. Ho evitato i centri urbani in quanto la priorità era giungere in tempo all'aeroporto per imbarcarmi verso casa.

  

Arad e Timisoara - Anche in questo caso tappe di passaggio di alcune trasferte lavorative attraversate in auto durante il trasferimento da un cliente al successivo. Classico mix di monumenti e palazzi storici ristrutturati, caotiche botteghe di quartiere e palazzoni dell'epoca comunista con aree periferiche dismesse in cerca di un nuovo utilizzo futuro.

 

Iron Gates - Quando ami la natura e sei interessato alle opere ingegneristiche, sicuramente desideri seguire il corso del Danubio tra Romania e Serbia per ammirare il Portile de Fier. In senso lato trattasi di un percorso 134km, mentre in senso stretto racchiude degli sbarramenti idroelettrici subito dopo la cittadina di Orșova. Qui il fiume con il suo canyon separa i Carpazi Meridionali dai Balcani e già in epoca mesolitica era sede di alcuni insediamenti. Immancabile una degustazione di pesce, ammirando il lento scorrere del fiume.


 

Giurgiu - Non amando il l'ambiente metropolitano una sera ho voluto ammirare la pianura che si spinge fino alle rive del Danubio, cercando di vedere almeno da lontano un pezzo di Bulgaria. Sul confine si trova il centro di Giurgiu, che grazie alla sua ubicazione ed alla sua importanza quale posto di confine, è divenuta nel tempo un importante nodo commerciale, stradale e ferroviario. Oltre alla tradizionale attività portuale nella città si sono sviluppate alcune industrie di cantieristica navale , ma anche aziende metalmeccaniche e chimiche. Non un itinerario turistico, ma un tragitto per ammazzare la noia da hotel.

Constanta - Per i patiti del mare, Costanza e i suoi dintorni rappresentano la meta perfetta per rilassarsi. Questa città, importante porto sul Mar Nero, ha tutto quello che serve per trascorrere giornate spensierate: un bel lungomare, diverse spiagge, una vibrante vita notturna e una serie di interessanti monumenti. Costanza rappresenta il cuore della costa della Romania, ma è pure un importante centro cantieristico e la mia unica sosta, dopo ore di autostrada lungo la pianura danubiana, avvenne nel 2012 in bassa stagione per discutere di filtraione industriale. Almeno l'alloggio con vista mare era incomparabile.


Estate 2021

Finalmente il primo viaggio turistico in Romania, speranzoso di completare la conoscenza del Paese, abbandonando le aree industriali ed immergendomi nelle zone rurali e boschive. Atterrato a Bucharest-Otopeni la prima impresa è stata quella di passare il controllo passaporti nel minor tempo possibile, lasciandomi alle spalle l'assembramento informe all'interno dell'aeroporto. Ritirata l'autovettura ho imboccato la Statale N°1 in direzione nord, aggirando Ploiești, sostando in coda come consuetudine nei pressi di Sinaia e lasciandomi alle spalle Brașov... tuttavia felice di avere accumulato solamente 90 minuti di ritardo sul piano viaggio iniziale. 

Mentre il sole inizia a calare svolto verso il villaggio agricolo di Viscri, dove le vie sono ancora in terra battuta e si diramano dalla Chiesa Fortificata, che domina la collina. L'edificio è stato costruito dalla comunità tedesca di etnia sassone, che risiedeva in questa regione durante il Regno d'Ungheria. Inizialmente di credo cattolico è poi passata sotto il culto luterano dopo la Riforma. La sosta è veloce, ma mentre riparto riesco a vedere una mandria che rientra in paese attraversando i campi bruciati dal sole. 

 


Il giorno volge al termine e i chilometri da percorrere sono ancora molti. Ecco quindi passare dinanzi alla chiesa fortificata di Saschiz, riconoscibile dalla sua maestosa torre campanaria e attraversare campagne ondulate, che gradualmente vanno ad oscurarsi, tanto che giungo a Sovata intorno alle 22, mentre i villeggianti affollano il viale centrale e i suoi locali, cercando un po' di refrigerio dalla brezza che arriva dai boschi circostanti, dove è situato il mio hotel e in cui girovagano anche alcuni orsi.
La mattina tra il silenzio degli alberi scendo al piccolo lago percorrendo una scala in legno e gustandomi le formazioni calcaree del parco, nonché un gufo che appollaiato su un ramo sonnecchia.    

 

La giornata si prospetta ancora lunga e quindi mi avvio subito verso Lacu Roșu, attraversando zone rurali e boschi di conifere, fino a quando dopo una serpentina di curve mi ritrovo sopra lo specchio d'acqua, che si è formato nel 1837 in seguito ad alcune frane. È colmo di ceppi d’alberi morti, che spuntano dall’acqua, in quanto la valle inondata era ricoperta da una foresta. In circa 2 ore riesco a percorrerne il perimetro con il brivido della terza distorsione alle caviglie in pochi mesi. Evitato l'infortunio procedo verso le Gole di Bicaz dove la strada passa tra strette pareti verticali in cui sono scavati piccoli negozi di souvenir tradizionali. Finalmente un po' di fresco.

 

 


Sceso a valle si punta la diga che trattiene le acque del Lacul Bicaz e dopo una serpentina di 50km attraverso boschi e prati, che fiancheggiano la riva orientale giungo a Poiana Largului, dove è possibile ammirare la vastità di questo lago artificiale solcato da piccole barche a vela. Sgranchite le gambe si riparte seguendo il fiume Bistrița, che bagna piccoli villaggi rurali dove la fienagione e l'agricoltura sembrano essere le uniche occupazioni. Nei pressi di Holda si taglia la montagna con una strada secondaria che oltre a regalare paesaggi montani selvaggi porta in dote numerose buche e sobbalzi, che rendono divertente la guida. Finalmente entriamo nella regione dei Monasteri Dipinti.

 


La Bucovina accoglie otto straordinarie chiese di epoca bizantina con affreschi che impreziosiscono i muri sia interni che esterni. I monasteri, edificati negli anni del declino dell’impero bizantino sono caratterizzati ognuno da un colore dominante, e dalle storie bibliche rappresentate: erano un mezzo per insegnare ai contadini analfabeti quanto scritto nella Bibbia.


 

Il più famoso è quello di Voronet, che fu costruito nel 1488 in soli tre mesi e tre settimane per commemorare la vittoria nella battaglia di Vaslui, contro i Turchi. Il complesso è soprannominato la “Cappella Sistina d’Oriente” per i suoi straordinari dipinti murali, dove prevale una tonalità di azzurro cupo ritenuto unico al mondo. Sicuramente è il sito maggiormente visitato e preso d'assalto dai turisti. Nel monastero di Suceviţa, costruito nel 1585, i colori prevalenti sono il verde e il blu. Tutte le pareti esterne, ad eccezione del muro occidentale, sono coperte dai dipinti. La leggenda narra che, quando uno dei pittori cadde dall’impalcatura e morì, i lavori si fermarono e l’ultimo lato non fu terminato. Le mura esterne e i primi pascoli montani rendono l'ambiente tranquillo e silenzioso, anche perché lontano dalle rotte di massa.

 

 

Infine dopo aver superato un passo montano, si entra nel villaggio agricolo di Moldovita, dove un altro monastero fu costruito nel 1532 da Petru Rareş, figlio illegittimo di Stefano III di Moldavia con lo scopo di contrastare la conquista degli ottomani. La celebrazione esterna della Santa Messa con i canti degli abitanti hanno reso la visita speciale, anche se un po' imbarazzato nel disturbare i fedeli. 

 


Il sole si sta abbassando e quindi è opportuno percorrere gli ultimi chilometri tra abeti e pascoli prima che faccia buio, in modo da gustare un pasto tradizionale e il meritato riposo a Vatra Dornei. Purtroppo la camera prenotata è stata ceduta ad un altro avventore, ma l'albergatore riesce a procurarmi un altro alloggio in centro, tanto che passeggiando raggiungo la piazza centrale per un piatto di carne e verdure.


La mattina seguente entriamo nel Parco dei Monti Maramureş percorrendo la Statale 18, che ci tuffa nel passato. E' domenica e le donne dei villaggi si recano in chiesa indossando i coloratissimi abiti tradizionali, mentre viaggiando si susseguono verdi prati con covoni di fieno e abitazioni con le pareti esterne dipinte con motivi regionali. Tranquillità allo stato puro.

 


E' anche periodo di sagre paesane e nei pressi dei principali monasteri intere famiglie, dopo aver parcheggiato un po' selvaggiamente le auto sul ciglio della strada, camminano per assistere ai riti religiosi e soprattutto per banchettare con i prodotti del raccolto. Questi festosi ingorghi alternano le mie soste presso le chiese in legno, che furono costruite intorno al 18esimo e 19esimo secolo dopo la cacciata dei Tartari, aggirando il divieto del governo ungherese di costruire luoghi di culto in pietra. Queste architetture sono fabbricate con tronchi robusti e all'interno hanno spazi piccoli e scuri, sebbene ravvivati da dipinti di scene bibliche. La caratteristica peculiare è l'alta torre in legno sopra l'ingresso e l'imponente tetto che avvolge l'intera struttura, attorno alla quale è sempre presente un cimitero. Fermate quindi a Ieud Bârsana, dove ha sede un importante sito monastico, anche questo preso d'assalto nelle domeniche agostane.

 

Mentre il sole di mezzogiorno cuoce l'asfalto e oltre il fiume si vedono i villaggi ucraini, finalmente si arriva alla tappa più curiosa del viaggio, il Merry Cemetery di Săpânța. Dribblate le bancarelle che propongono i più svariati e talvolta improbabili souvenir, si entra all'interno del recinto cimiteriale dove si possono ammirare le famose tombe colorate dei defunti, solitamente omaggiati con una croce intagliata, che rappresenta la loro professione terrena, accompagnandola con un divertente epitaffio.

 


E' tempo di lasciare la periferia romena per scoprire le regioni centrali. Essendo lungo il tragitto verso Turda lo intramezzo con la visita rapida di altre chiese in legno nei pressi di Desesti, Rogoz attraversando la campagna e piccoli villaggi, in modo da rendere il paesaggio vario e tenermi sveglio.

 

Arrivo a destinazione con ancora molte ore di luce utili e quindi mi reco per una passeggiata serale alle Cheile Turzii, dove il sentiero adiacente al fiume taglia il canyon regalando viste spettacolari delle pareti rocciose che si innalzano verticali per 300m. Mentre le luci del tramonto illuminano le falesie e gli ultimi climber stanno raggiungendo la sommità delle vie, ritorno all'area parcheggio dove i chioschi abbassano le serrande, inghiottiti dalla fresca ombra serale. 

 

 

La città di Turda è famosa per il suo sottosuolo, che potrebbe soddisfare per 60 anni il fabbisogno mondiale di sale grazie ai propri giacimenti sotterranei, che si sono formati quando il mare presente in questa regione evaporò milioni di anni fa. La miniera di Salina Turda è stata rinnovata rendendo accessibili le varie camere di estrazione, dove sono presenti su multilivelli una ruota panoramica e una serie di laghetti navigabili con barche a remi. Sicuramente l'ambiente è stato eccessivamente ammodernato per renderlo piacevole al turista medio, ma indubbia è la grandezza ingegneristica e naturalistica di questo sito.



Abbandonati i 12°C delle grotte entro velocemente in auto e godendo dell'aria condizionata mi dirigo verso Hunedoara per visitare il Castelul Corvinilor. Il sole picchia e non essendoci alberi nella piazza adiacente al maniero, la priorità è quella di acquistare il biglietto, varcare il ponte ed entrare nell'edificio a godere un po' del refrigerio delle camere interne. Iniziato a costruire nel 1446 per ordine di Janos Hunyadi sul sito di un'antica fortificazione presenta uno stile rinascimentale-gotico con alte torri, bastioni, un cortile interno, tetti di diversi colori e una miriade di finestre e balconi adornati con intagli in pietra. Il castello si articola in tre grandi ambienti: la Sala dei Cavalieri, la Sala della Dieta e la Scalinata Circolare.



Terminate le visite culturali, si entra nella parte paesaggistica del tragitto. Aggirate le vette del Cioclovina Natural Park la strada inizia ad innervosirsi con una serie di curve che mi portano nel cuore del Defileul Jiului National Park, immerso nell'ombra dei boschi fino a quando devo svoltare in direzione Novaci superando numerose collinette e valli come su un ottovolante.


Qui inizia la Transalpina DN67C, una delle più note strade romene che permette di guidare nella regione dei Monti Parâng completamente circondati dalla natura. Conosciuta anche come Devil’s Path  lungo i suoi 148km alterna prati spazzati dal vento, villaggi montani e boschi bagnati da torrenti limpidi. Importante ricordarsi che la strada è percorribile per ragioni di sicurezza solo in orario diurno dalle 08:00 alle 20:00 e infatti per evitare imprevisti decido di cenare in hotel.


 

Mattinata amarcord girovagando nelle campagne di Sibiu, dove tocco i villaggi di Câlnic con la sua fortezza, Gârbova con la sua chiesa e Cisnădie con il suo centro fortificato, già visitato in passato quando avevo prodotti adatti al mercato romeno.



Direzione Sud seguendo la valle del fiume Olt, che si apre e chiude a fisarmonica all'interno del Cozia National Park. L'idea sarebbe quella di evitare l'attraversamento di Râmnicu Vâlcea, ma la strada secondaria imboccata a Călimănești diventa sempre più problematica col procedere dei chilometri, diventando dapprima sterrata ed infine accessibile a soli veicoli 4x4 o al più con cambio manuale. Magnifiche le viste dei paesi rurali, ma un'inversione costata circa 90 minuti di ritardo.

 

Giusto per sbollire la rabbia percorro i 1480 scalini che portano alla Cittadella di Poenari, complesso in rovina già proprietà di Vlad l'Impalatore da cui si può iniziare ad assaggiare il percorso di una delle strade più iconiche della Romania, la famosissima Transfăgărășan costruita tra il 1970 e 1974 durante il regime di Nicolae Ceaușescu per garantire un rapido accesso alle montagne difficilmente ostruibile in caso di invasione da parte dell'Unione Sovietica.

 


L'itinerario attraversa i Monti Făgăraș ed è facile incontrare sul ciglio gruppi di orsi in attesa di "regali" dai turisti. La strada raggiunge i 2.042m ed è caratterizzata da ripidi tornanti, lunghe curve a S e discese impegnative, che sovente lambiscono piccole cascate, restando immersi in un paesaggio montano mozzafiato. 




Fermata d'obbligo al passo per camminare intorno al Lacul Bâlea ed ammirare la serpentina d'asfalto che si arrampica dal versante nord e poco più avanti sosta per godere della Cascadă Bâlea, che si raggiunge risalendo un sentiero a tratti ripido per circa 30 minuti. 
Sosta notturna nella cittadina industriale di Victoria dal sapore comunista, in quanto il centro si sviluppò urbanisticamente attorno al grande impianto chimico, che venne aperto nel 1948 a conduzione mista sovietica-romena. Gli spazi e gli edifici pubblici celebrano ancora quell'epoca.



Ultimo giorno dedicato alla scoperta dei dintorni di Brașov, in particolare al quartiere sciistico, ultimamente ammodernato, di  Poiana Brașov e alla Valea Cetăţii Cave, grotta all'interno di un bosco di faggi, che presenta una grande camera centrale adibita oggigiorno anche per concerti. Sebbene abbia sostato più volte nella cittadina non ho mai avuto l'occasione di visitare le attrazioni locali. 


 

Questa è l'ultimo stop prima di ritornare all'aeroporto dopo avere nuovamente assaggiate le code chilometriche di turisti che infestano quotidianamente questa regione.